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A Mestre il covo dei predoni delle case - Cronaca

A Mestre il covo dei predoni delle case La polizia ha arrestato quattro georgiani, i “maghi” delle porte blindate. Decine di colpi in città, a San Donà e Chioggia

arresti furti in appartamenti polizia

orologi Partivano da via Castellana per mettere a segno i loro colpi in tutto il Nordest, compresa Mestre.

replica Ma ora i predoni di case e appartamenti sono finiti in manette. Sono quattro georgiani, professionisti dei colpi in abitazione, talmente abili da riuscire a forzare le porte blindate con un congegno o perfino con una tessera plastificata. Specialisti che però sono finiti nel sacco della Squadra mobile di Trieste: i poliziotti li hanno individuati e seguiti per quattro mesi fino a Mestre, dove avevano il loro covo. Qui, assieme ai colleghi della Squadra mobile veneziana e ai poliziotti del commissariato di via Ca’ Rossa, l’altra notte, li hanno arrestati. I quattro georgiani sono Levan Malania, 32 anni residente in via Barchet 4, Irakli Shamugia, 29 anni che aveva casa al civico 7 di piazzale Giustiniani; Temur Sakvarelidze, 44 anni e Avtandil Kvinikhidze, 41 anni, entrambi residenti in un appartamento di via Castellana 25/a. I quattro sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari Raffaele Morvay emessa su richiesta del pubbico ministero Pietro Montrone, il magistrato che ha coordinato le indagini scattate lo scorso primo aprile dopo un colpo messo a segno in un’abitazione in via Franca, a Trieste. I ladri avevano svaligiato l’appartamento di una famiglia. Erano spariti orologi, monili in oro, un computer, un iPad, sette assegni in bianco e anche denaro contante. Era stato un furto come tanti che vengono messi a segno in questi mesi. Ma in quell’occasione i poliziotti erano riusciti a individuare quella che poi è stata indicata come la vettura della banda.

orologi L’auto, una Citroën, è stata poi seguita e monitorata durante tutti gli spostamenti: da Trieste a Udine e Treviso. E ancora a Mestre, a Padova e Chioggia. E anche oltreconfine. La banda dei georgiani sgominata dalla squadra mobile avrebbe svaligiato una ventina di appartamenti solo a Trieste riuscendo ad aprire le porte blindate come fossero scatole di latta. Ma altri colpi, forse anche più numerosi, sarebbero stati messi a segno a Mestre, Udine, San Donà e Treviso. Su questi episodi sono in corso accertamenti. Dopo il colpo messo a segno a Trieste la vettura dei malviventi è incappata in un posto di controllo nella zona di Udine. I due che in quel momento erano a bordo hanno consegnato agli agenti documenti falsi.

Tag Heuer Ma non sono stati arrestati. Gli agenti ne hanno approfittato per installare un Gps sotto il pianale della vettura e per individuare i numeri dei cellulari. Così in pochi mesi gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’attività della banda di georgiani. Il covo era in via Castellana a Mestre, dove abitavano due degli arrestati. Da qui la banda partiva regolarmente per mettere a segno i colpi nelle varie città. Così il 30 maggio eccoli a Padova per assaltare un’abitazione. Ad agire in quell’occasione c’erano Malania, Sakvarelidze e Kvinikhidze: scappati con orologi e oggetti in oro e apparecchiature elettroniche. Ma anche banconote in euro e in dollari. Pochi giorni dopo tappa a Chioggia, presa di mira un’altra casa e razziati oggetti in oro e monili per un valore complessivo di oltre 20mila euro. Quindi ritorno a Trieste per un colpo che però fallisce. Il blitz della polizia ha portato anche a numerose perquisizioni sia a Mestre a Venezia e anche a Roma. Sono stati sequestrati gioielli, oggetti di pelle di marche prestigiose, ma anche materiale informatico. (c.b.-f.fur.)

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23 agosto 2014 Lascia un commento
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